domenica 25 aprile 2010

GAGLIARDA

Mentre migliaia di persone il 18 a San Vito sfidavano il mal tempo, esercitando con il proprio esserci l'ennesimo diniego ad uno sviluppo retrogrado e distruttivo, il Ministero esonerava dalla Valutazione di Impatto Ambientale il progetto del pozzo esplorativo “Contrada Gagliarda 1DIR” nell'ambito del permesso di ricerca Ortona (CH), ex ENI S.p.A. Divisione E&P, che passa la titolarità per decreto Ministeriale del 9 febbraio 2010, alla società Adriatica Idrocarburi S.p.A., una sua controllata.

L'Adriatica Idrocarburi ha sede legale ad Ortona, è titolare anche di altri progetti ENI, è parte del piano ENI, un piano che prevede la creazione di tre nuove società – Padana Energia (campi onshore in Lombardia ed Emilia Romagna), Adriatica Idrocarburi (campi on-shore ed offshore in Abruzzo e Molise), Jonica Gas (Campi nell’offshore di Crotone), con il manifesto intento di una vendita successiva delle prime 2 a potenziali acquirenti; infatti a marzo si poteva leggere sul “Quotidiano delle fonti di energia” come fossero in fase avanzata le trattative della vendita di Padana Energia e Adriatica Idrocarburi.

Del progetto Gagliarda ci eravamo occupati nel 2008, producendo le osservazioni alla VIA regionale, e comunque grazie alla mobilitazione di Cantine/Associazioni/Comitati fu tutto bloccato e non venne discusso.

Il pozzo ricade in una zona popolata, con tanto di scuole, abitazioni, vigneti.

Un po’ di numeri del pozzo "Gagliarda 1".

Distanze:

0.7 km Villa Torre

1.1 km Villa San Leonardo

1.2 km Gagliarda

1.4 km Cucullo

1.5 km Alboreto

1.7 km Villa Lubatti

2.3 km Villa Carlone

2.6 km Sant’Apollinare

2.6 km Santa Lucia

2.7 km Villa Caldari

2.8 km Villa Grande

e inoltre:

- zona industriale commerciale diffusa tra 1.4 e 1.8 km a NW.

- autostrada alla distanza di 1.4 km a NE

- linea ferroviaria a 1.25 km

- 3 strade provinciali la 62, la 44 e la 63 che intersecano l’area.

- 5 tra scuole dell'infanzia ed elementari

- a 2 Km in direzione Sud- Est, si trova il “Parco Fluviale del fiume Moro”, che si estende per tutta la lunghezza dell’omonimo corso d’acqua, ed è caratterizzato dalla presenza di fasce ripariali di aree boscate ad alto valore naturalistico

Non si tiene conto della densità abitativa di 11 centri da 50 a 200 abitazioni più altre 35 abitazioni nel raggio di 500metri.

Per un totale di almeno 3000 residenti in un raggio di meno di 3 chilometri.

Almeno 100 persone vivono nelle immediate vicinanze del pozzo.

In sostanza in un’area con popolazione residente pari o superiore a 300 abitanti a km quadrato, con 5 scuole a meno di 3 Km con infrastrutture ferroviarie e autostradali nel raggio di poco più di 1 km, e viabilità di emergenza intersecante l’area a rischio, con substrato altamente permeabile e conseguente facile inquinabilità delle falde idriche sotterranee, possibilità di fenomeni di erosione accelerata estrema vicinanza dell’impianto (ruscellamento, erosione, frana), installazioni industriali e commerciali che induco un flusso veicolare e umano, oltre ad incrementare il valore esposto incrementano anche l’hazard da incendio ed esplosione. Nel progetto inoltre non c'è un piano per la sicurezza esterna, vista la vicinanza descritta di cui sopra, con scuole ecc.., un piano di evacuazione al fine di garantire l'incolumità dei cittadini, ne' un piano di informazione sulla previsione di incidenti.

Sulla efficacia del sistema di protezione, un solo accenno riguardo il potenziale rischio di eruzione incontrollata (blow-out), nella parte del progetto che riguarda la popolazione sita entro 3 km di raggio, che naturalmente non significa la matematica certezza. Trecate tristemente insegna, quando esplode un pozzo crea panico -quando va bene- e disastri all'agricoltura gravissimi, e di incidenti petroliferi ne sono pieni gli annali, l'ultimo e di pochi giorni fa in Louisiana: dodici persone mancano all'appello e sette sono state ferite in modo grave, Il pozzo era a 52 miglia dalla costa.

Far vivere nell'inquietudine la gente non ci sembra un atto civile, per un comparto poi, che a fronte di poche unità lavorative ne distrugge molte di più, si persegue nel grande ritardo verso una pianificazione che rispetti i territori con scelte oculate e concertate nel recepire le grandi opportunità delle energie alternative.

2 commenti:

Tatone Massimo ha detto...

posso copiare il tuo articolo??????

MARCO GIANGRANDE ha detto...

certo