Abruzzo, Costa dei Trabocchi.
Una cava sottomarina per i ripascimenti, l’ennesimo danno ambientale in arrivo.
L’assessore regionale Mauro Febbo, nonostante una richiesta di stop dei lavori da parte della Soprintenza ai Beni Archeologici, confermava l'inizio dei lavori per il 10 febbraio. La continua mobilitazione dei cittadini ha portato invece il 9 febbraio all'approvazione all'unanimità da parte del Consiglio Regionale della risoluzione per il blocco della cava tra Punta Aderci e Punta Penna, a Vasto.
Una bella notizia. Una vittoria per i cittadini e per l'ambiente.
Cosi’ sembrerebbe.
In questi giorni scoviamo però altre notizie:lo stop si concretizza solo per questo tratto di costa, si pensa infatti di concentrare (e aumentare) l'intervento del dragaggio di sabbia a Ortona, nei pressi della baia dell'Acquabella.
E non solo.
Scopriamo sul sito della regione Abruzzo che sono pronti per essere stanziati altri 18 milioni di euro dei fondi FAS da utilizzare come :"Riduzione del rischio derivante da fenomeni erosivi della costa".
Ancora: nel via vai di smentite e dichiarazioni da parte dell' assessore Febbo e del consigliere Tagliente sul caso “sabbie mobili” (chiamiamole pure cosi, vista la "mobilità" della suddetta cava...) si viene a sapere che l'amministrazione di Ortona, per le esigenze legate al funzionamento portuale, ha richiesto di aumentare la quantità di sabbia da dragare. E già si sta dicendo che probabilmente si potrà utilizzare questa sabbia per evitare di aprire altre cave sottomarine per i ripascimenti comunque decisi.
Che idea brillante per salvare le coste!
Peccato che gli amministratori non sappiano che la sabbia di dragaggio in prossimità dei porti sia equiparata a rifiuto per l'alto tasso di elementi inquinanti, e pertanto deve essere smaltita con apposite procedure.
A questo punto è evidente la confusione degli amministratori, che non affrontano il tema nella sua complessività. Sono quindi i cittadini a dover mettere a fuoco la discussione sui veri fatti e a prendersi l'onere di riportare sui binari della logica il dibattito sui ripascimenti.
Oggi Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di piu di 60 associazioni, dà voce a questa necessità e lancia la sua campagna per mezzo di 4 precise domande, rivolte al presidente della Regione, Gianni Chiodi:
1) Esiste un progetto che identifichi e risolva o mitighi sostanzialmente le cause dell'erosione invece di contrastarne solo gli effetti per un tempo limitato?
2) Negli ultimi 10 anni sono stati effettuati numerosi ripascimenti in Abruzzo. Quanti milioni di euro sono stati investiti in queste opere? Quali sono i risultati?
3) Sono stati prodotte e pubblicate relazioni scientifiche specifiche sull'argomento che dimostrino l'efficacia e la bontà di tali ripascimenti con studi a posteriori? Se si, quali?
4) Che garanzia temporale si ha sul risultato di questo ripascimento? La ditta si assume la responsabilità della riuscita dell'intervento? La ditta si assume la responsabilità in caso di danni ambientali?
In una democrazia esiste il diritto ad essere informati.
Attendiamo.
(thanks to MegaChip)
Un'esplicativa conferenza del Prof. Stoppa sull' erosione costiera, ripascimenti e cave sottomarine (4 parti).
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