Stappato lo spumante, passata la sbornia, adesso è arrivato il tempo di riflettere e analizzare questa proposta di legge per capire se veramente è, o no, la pietra tombale sulla petrolizzazione abruzzese.
La proposta di Legge Regionale è stata avanzata dalla Giunta e arriverà in Consiglio probabilmente entro il 15 dicembre, dove potrà essere migliorata ma anche peggiorata.
Ad oggi, quello che abbiamo è un testo che presenta diverse pecche: alcune zone saranno protette ma non tutto l’Abruzzo.
Manca infatti tutta la costa e le zone classificate “sismiche 3”.
Manca il mare, dove decide direttamente il Ministero, ma dove anche la Regione può “dire” la sua.
Mancano le zone limitrofe alle aree protette: si tutela un parco o una vigna ma si dà la possibilità di costruirci un pozzo a 100 metri.
Rispetto alla prima legge blocca Centro Oli scompare il termine “idrocarburi” sostituito da “olio combustibile”.
I chimici sanno la differenza.
Why?
Insomma le imperfezioni sono tante e questa legge può essere raggirata.
Per ciò non si deve abbassare la guardia proprio ora: si va avanti con le attività e si seguono gli sviluppi.
In definitiva non si molla.
I politici con cui abbiamo a che fare non li scopriamo certo ora: pavidi e miopi erano, di colpo sono diventati degli illuminati?
Il fatto che abbiamo stabilito tutto nell’ombra senza discussioni con cittadini, portatori d’ interesse e studiosi ci rende ancora più vigili.
mercoledì 2 dicembre 2009
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2 commenti:
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Il verde è il colore del vomito.
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